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iDeemocratici
pensieri, idee e progetti per il futuro



Luca Bosi
Componente
Assemblea Nazionale PD


i
Deemocratici




11 aprile 2008
Ancora tafazzismo, nooo grazie!

Ci siamo, si vota e tutto può accadere! La lunga maratona del nostra Partito Democratico, e di Walter Veltroni in particolare, sta finendo e lunedì sapremo se saremo primi come Baldini alle Olimpiadi.
L'allenamento è stato buono, un po' frettoloso perchè non si sapeva di dover correre così in fretta, ma i muscoli c'erano e scaldarli è stato piuttosto semplice. La corsa è stata fatta in gruppo, con migliaia di volontari che ogni giorno hanno distribuito volantini, lettere e raccontanto il nostro programma elettorale, e migliaia di elettori che hanno gremito le piazze d'Italia mostrando che il cambiamento non è qualcosa che raccontiamo noi ma un fatto del tutto reale.
Meglio di così non si poteva fare. Eravamo ad un distacco abissale dal "principale esponente" (come lo chiama Walter), ci davano per ipersconfitti, incapaci di dialogare con gli italiani (al Nord in particolare), eppure oggi corriamo per vincere. Siamo ad un passo da un momento che entrerebbe a buon diritto tra i più importanti della vita repubblicana e non esclusivamente per la nostra vittoria ma per il rinnovamento al Paese che essa porta e consegue.
Ripeto, meglio di così non si poteva fare. Ma è proprio in questo momento che scatta la mitica sindrome tafazzista di cui il centrosinistra italiano è malatissimo. E oggi il tafazzismo si chiama: cosa accade nel PD se Veltroni perde? Rimane Segretario, si cambia, se sì chi (qualcuno oggi ha parlato di Bersani)... Scusatemi, ma io voglio gridare fortissimo: BASTAAAA!
E' mai possibile che non si guarisca mai da una logica conflittuale che fa parte di quella vecchia politica che noi stessi vogliamo sconfiggere? Si può ragionare, mi chiedo, di questo a due giorni da un voto storico? E aggiungo, avete mai visto una cosa del genere in quei Paesi europei che portiamo ad esempio (Spagna, Francia, Germania...)?
Veltroni ha avuto il consenso di 3,5 milioni di persone alle primarie, ci può condurre alla vittoria partendo da una situazione disastrosa, ha aperto una fase nuova nella vita del Paese che se non premia oggi certamente lo farà domani, e noi anzichè raccogliere gli ultimi voti speculiamo su una eventuale sconfitta. A tutto c'è un limite!! Fosse l'ultima cosa che faccio da membro dell'Assemblea costituente nazionale ma mi opporrò con tutta la forza del mondo alla patologia tafazzista.
E adesso, anzichè riflettere su queste sciocchezze, usiamo bene le ultime ora per vincere e governare questa bella Italia. Si può Fare!

2 aprile 2008
Un enorme divario

Ieri sono cominciate le tribune/conferenze politiche sulla Rai. Non è proprio un modello entusiasmante ma quantomeno consente di non dover sopportare assordanti rissosità e lascia il tempo per parlare agli italiani delle proposte programmatiche. Affinchè ognuno di noi possa formulare una sua opinione io mi limito ad inserire su questo post i link ad estratti di intervento di Walter e del nostro avversario:

Il Partito Democratico parla all'Italia proponendo i necessari cambiamenti
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18918
... e lui continua con la cantilena di sempre della sinistra che "governa" ogni cosa: organi istituzionali, magistratura, seggi elettorali, organi di informazione (e qui siamo davvero al ridicolo); insomma dopo quasi 20 anni i politica gli stessi logori argomenti.
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18915

Rivendita una sorta di "pari dignità" sulla vicenda Alitalia per dire di fatto che vorrebbe continuare a tenere in piedi un baraccone debitorio di cui le conseguenze economiche saranno pagate dagli italiani
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18916
... e Walter propone di modernizzare l'Italia delegiferandola e mettendola in sintonia con i tempi della società
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18925

Lanciamo una sfida per il futuro forti di aver modificato il panoramo politico nazionale
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18920
... e lui parla del marxismo che è connaturato nel PD e in Veltroni!!!
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18917

Penso non serva altro e credo che bastino queste parole per rendere evidente l'enorme divario tra le due proposte, da una parte ci sta il vecchio schema delle contrapposizioni e delle mediazioni mentre dall'altra (la nostra, del PD) c'è quel profilo di modernità che è l'unica via di uscita per un Paese in seria difficoltà, una complessità dalla quale non si esce con il solito italian style. 


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permalink | inviato da iDeemocratici il 2/4/2008 alle 14:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 marzo 2008
Decidere aiuta gli indecisi

Come sempre è accaduto nelle indagini relative alle ultime campagne elettorali, emerge in questi giorni una larga fascia di persone indecise su come votare il 13 e 14 aprile alle quali vanno sommate altre che potrebbero pensare di non recarsi nemmeno alle urne.
Soprattutto per la seconda categoria, i potenziali astenuti, ritengo si debba evidenziare la vera e grande novità di questa campagna elettorale, vale a dire (stante la "porcata" calderoliana) un partito, il nostro PD, che si presenta con le carte in regola per governare il Paese. Oltre alle buone intenzioni programmatiche abbiamo la possibilità di dire agli elettori che se ci daranno fiducia troveranno una compagine di governo guidata da Walter Veltroni in grado di assumere su di sè le grandi riforme di cui l'Italia necessita. E in questo caso non vale l'affermazione di chi dice che in politica "sono tutti uguali" perchè dall'altra parte vi è un caravaserraglio che difficilmente potrà esibire questa decisionalità.
E' stato prodotto lo shock di cui aveva bisogna il Paese, abbiamo superato con la poltica i mali istituzionali di una seconda repubblica che lo è stata sola di nome perchè di fatto ha avuto conservatorismi peggiori della prima. 15 anni, soprattutto nel centrodestra, a rincorrere populisticamente le emozionalità passando da liberisti a protezionisti senza preoccuparsi di ciò che poteva significare per la nostra economia e la nostra società. Gente che parla di liberalizzare il Paese e poi candida il rivoltoso tassinaro capo degli anti nuove licenze, la stessa gente che parla di politica nuova e candida i fascisti (Ciarrapico) sostenendo l'utilità elettorale e l'inutilità successiva sulle scelte di governo, le stesse persone che si presentano dopo 15 anni, di cui 7 fatti al governo, dicendo che valgono i programmi del 1994.
Noi, il PD, siamo produttori di futuro. Siamo finalmente quel partito che ha rotto con qualsiasi forma ideologica ed è consapevole che è necessario parlare con chiunque per capire e proporre una sintesi, anche con quei piccoli e medi imprenditori del Nord Est che certa sinistra mitizza in qualità di acerrimi nemici contro i quali definire battaglie che poi possano favorire coloro che lavorano in queste imprese, che (guardacaso, però) spesso votano a destra!!
Finalmente noi stessi nei valori di riferiemento, nelle idee guida, nel fare politica attiva, ma un noi flessibile ovvero in grado di attivare una sintonia con la gente comune che è l'unica modalità per abbattere l'antipolitica.
Abbiamo "tutte le cose a posto" per affrontare questa campagna elettorale, ora tocca ad ognuno di noi scendere nelle strade, fare il porta a porta e spiegare a ogni cittadino che questa è la rivoluzione che da tanto, troppo, tempo si stava aspettando. 

5 marzo 2008
Sete...di candidature

Spesso sento la necessità di scrivere le mie riflessioni sul tema che più mi appassiona, la politica, quando noto situazioni incredibilmente fuori luogo. Da qualche giorno mi avete visto silente perchè ho seguito con attenzione le ultime fasi di questo inizio della campagna elettorale e mi pareva tutto funzionasse molto bene. Poi oggi apro casualmente un sito di informazione nazionale e vedo che Marco Pannella intende fare lo sciopero della sete per la questione candidature radicali.
E' un gesto che mi fa sorridere perchè rappresenta la più alta simbologia di "attacamento alla poltrona" che io abbia mai vista rappresentata, ma al tempo stesso è un gesto che fa male al nostro progetto di Italia nuova e moderna perchè anni luce distante dal sentire dei cittadini.
Sono giorni infatti che noto entusiasmo tra la gente, capisco che per la prima volta da qualche anno a questa parte siamo in sintonia, tutto diventa molto semplice da spiegare e la stessa semplicità si trasforma in incisività; scusate ma non è poco! Io feci la campagna del 2006 e ricordo quanto era complesso spiegare le tante sfumature programmatiche scaturite da una coalizione troppo eterogenea.
Oggi tutto si è modificato grazie alla scelta di correre soli e, aspetto rilevante, ad una candidatura nuova, autorevole e vigorosa come quella di Veltroni. L'ho visto ieri sera da Vespa, mi sono piaciuti i toni, la competenza, il rigore politico-istituzionale, la sobrietà e la capacità di presentare un programma che convince. Tutto ciò fa la differenza, come la fanno le novità introdotte nelle liste anche se non ovunque (in qualche regione uno sforzo in più poteva essere fatto).
Attenzione però, perchè una campagna elettorale così mobile (molto elettorato ancora indeciso) si gioca anche sulle piccole cose ed è noto quanto gli aspetti negativi trovino subito massima ribalta.
Io non sono stato contrario all'ingresso dei radicali, ne condivido alcune battaglie mentre non mi piacciono i toni e una "radicalità" appunto che a volte appare troppo acritica. Ma voglio stare in un partito, il Pd, che ha il coraggio di tenere al suo interno tutte queste posizioni per definirne una sintesi alta; ambisco a riconoscermi in un partito dove, come nella società, convivono anche contraddizioni ma come fonte di arricchimento. Per questo sì ai radicali e senza chiedere loro di rinunciare a nulla.
Ma fare lo sciopero della sete per questi benedetti posti in lista non è forse contraddire o sminuire le loro stesse battaglie? Non significa mettre sullo stesso piano lo sciopero per l'abrogazione della pena di morte e quello per i candidati? Io sono convinto che i cittadini non potranno capire e bene farà il Pd a mantenere una posizione di massimo rigore, anche perchè tutti dobbiamo correre per spiegare alle persone le nostre idee e mi parrebbe poco elegante fondare un accordo semplicemente su 8/9 posti in Parlamento. 


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permalink | inviato da iDeemocratici il 5/3/2008 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
11 febbraio 2008
Liberi e contenti!!

10 giorni in cui è accaduto di ogni, e poi dicono che la politica si muove troppo lentamente! Il problema vero è che si ha la sensazione di una grande mobilità di fronte ai periodi di crisi elettorale e di altrettanta, in termini quantitativi, lentezza una volta ottenuto il consenso.
Ma proviamo a fare il punto: crisi del Governo Prodi con conseguente parlamentarizzazione (ineccepibile dal punto di vista istituzionale e, con il senno di poi, anche politica), tentativo "mariniano" del Capo dello Stato, solito "niet" della CdL che non pensa agli interessi del Paese, scioglimento delle Camere, elezioni e il Pd che va da solo. Tutto in 10 giorni circa, appunto!
Non nascondo, di fronte a questa situazione, un certo sconforto, anche per non avere avuto il tempo di realizzare quei miglioramenti per la vita degli italiani che avevamo previsto in Finanziaria e non aver saputo comunicare efficacemente alcune scelte compiute (vedasi risanamento dei conti pubblici). Ma poi mi accorgo che non avremmo mai potuto trasmettere piena fiducia alle persone considerato che in un unico giorno riuscivamo a esprimere un giusto provvedimento e il suo esatto contrario con l'aggravante (tutta italiana, qualcuno direbbe!) di partiti politici e ministri che manifestavano contro il governo che sostenevano. E allora cosa non ha funzionato, perchè non siamo stati compresi. Disincanto, forse, incredulità, probabile, disinteresse, non credo, la visione di una politica immobile e solamente rivolta a se stessa, abbastanza corretto.
Ogni giorno, passeggiando nel mio comune, incontro persone, ascolto e cerco di trasmettere opinioni e mi sento dire spesso una frase che non so controbattere: sì...sì...parlate bene, promettete tanto ma poi, per una ragione o per l'altra, non siete mai in grado di realizzare ciò che dite! C'è un evidente problema di credibilità che rende impossibile proiettarsi verso il futuro.
Ma il Partito Democratico che va alle elezioni libero da condizionamenti mi fornisce una risposta convicente da dare a quei cittadini che attendo di rivolgere lo sguardo al futuro e che sentono al tempo stesso che per farlo serve una politica nuova e coraggiosa.
Ieri, a Spello, Walter Veltroni ha dato una speranza, è riuscito ad emozionare! Noi abbiamo bisogno di questo entusiasmo, dobbiamo tornare a credere che vi sono valori, riforme e obiettivi per i quali vale la pena battersi e sapere che "lo si deve fare perchè va fatto" (come dice il ragazzo che parla dell'esperienza del nonno a favore dei partigiani citato nel discorso di Veltroni).
Noi, democratici, oggi siamo quelli che possono proporre un cambiamento credibile perchè mettiamo insieme sostanza (le idee) e forma (da soli), noi siamo quelli che producono una storica innovazione per il sistema politico italiano, noi siamo quelli che vogliamo una politica che sappia corrispondere agli interessi dei cittadini e non sia autoreferenziale, noi siamo quelli che vogliono più sobrietà perchè la tifoseria negativa è un male da estirpare.
Di queste speranze hanno bisogno gli italiani e con questa grande idea di cambiamento noi approcciamo una campagna elettorale che credo possa dare grandi soddisfazioni e se non sarà così dobbiamo essere consapevoli che si è aperta una nuova era in cui i coraggiosi prima o poi saranno premiati.
Incamminiamoci, parliamo alle tante persone che faticano ogni giorno per avere un domani migliore, sono le stesse che oggi non sanno chi glielo possa garantire ma che al tempo stesso sono in attesa di una politica che corrisponda a questa aspettativa. Oggi quella politica si chiama Partito Democratico e Veltroni Presidente.

Il discorso integrale di Veltroni
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=44547

29 ottobre 2007
Ora facciamo il Pd sui territori

Partecipare da costituente al primo incontro dell’Assemblea nazionale è fatto unico della vita e con questo sentimento forte ero a Milano, capitale per un giorno del nascente Partito democratico. La scelta giusta, la sobrietà scenica che si addice ad una forza tranquilla nei metodi e radicale nei contenuti a partire dalla necessità di dare al Nord il peso corretto all’interno delle sue politiche.
Rilancio del Paese, sostegno al governo, riforme istituzionali (come quelle già approvate nella Commissione Affari Costituzionali della Camera), legge elettorale (senza replicare modelli ma definendone una che garantisca superamento della frammentazione, governabilità e scelta diretta dei cittadini rispetto ai candidati) sono l’anima di questo partito nuovo che punta alla costruzione di una identità nazionale basata su innovazione e coesione.
2800 costituenti, metà donne, rappresentano una novità storica così come la nascita del Pd entra nel nostro presente e futuro come il più grande cambiamento politico europeo degli ultimi 15. L’Europa e il mondo guardano (come ricordava pochi giorni orsono il politologo Marc Lazar o l’ambasciatore americano Spogli) con interesse a questo processo mentre l’Italia tende a fagocitarlo nelle difficoltà della contingenza.
Il partito delle nuove generazioni che sappia attrarre consenso su di sé trasferendo agli aderenti un senso di appartenenza, perché i giovani partecipano sì alla politica “istantanea”, e spesso tendenzialmente radicale, ma sono pronti a comprendere l’anima di un progetto di lunga durata in grado di esprimere la sua radicalità nel merito delle questioni.
Dobbiamo saper mettere al centro il “futuro”, elemento crucialissimo per ogni cittadino giovane o meno che sia, e sostanziarlo partendo dallo sviluppo delle nostre comunità. Quindi un partito nazionale ma con un deciso radicamento territoriale e una spiccata capacità di coinvolgimento dei suoi azionisti di riferimento: i 3,5 milioni, di cui 61.904 a Reggio Emilia, che hanno votato il 14 ottobre.
Nei dispositivi finali votati ieri vi sono le prossime scadenze che definiranno l’assetto transitorio del Pd da qui al primo congresso. Forse si poteva fare un po’ di più consentendo ai votanti alle primarie di partecipare alla composizione di ogni livello mentre quello provinciale è messo a disposizione dei costituenti nazionali e regionali. Va comunque apprezzata e sfruttata la decisione di consegnare le scelte degli organi transitori locali (comunali) agli elettori del 14 perché è un buon modo per evitare alchimie politiche strane permettendo loro di optare per chi meglio ritengano li possa rappresentare. E sarà anche la migliore occasione per confrontarsi sulle ipotesi di statuto e manifesto del partito che da ieri le commissioni istituite stanno abbozzando. Un modo nuovo di fare politica che trova la sua legittimazione, come sostenuto ieri dal Segretario nazionale Veltroni, nei cittadini elettori.

Leggi il discorso integrale di Veltroni cliccando:
http://www.lanuovastagione.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=3673


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permalink | inviato da iDeemocratici il 29/10/2007 alle 12:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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