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iDeemocratici
pensieri, idee e progetti per il futuro



Luca Bosi
Componente
Assemblea Nazionale PD


i
Deemocratici




16 aprile 2008
Ripartiamo da qui

Berlusconi ha vinto le elezioni. E’ un fatto innegabile, che grazie al Ministro Amato conosciamo in tempi ragionevoli (nel 2006 ci vollero giorni) e che consegna alla destra l’onere di governare il Paese nei prossimi 5 anni.
Walter Veltroni lo ha chiamato per congratularsi, si tratta di un gesto normale in qualsiasi altro paese ma straordinario in Italia dove la volta scorsa si disse che era stato formato un governo illegittimo. Ora c’è una maggioranza chiara, che può essere stabile, e c’è una opposizione altrettanto chiara di cui il Partito Democratico porta la responsabilità.
Oggi possiamo dire che l’intuizione di “andare soli” fu quella giusta, la seguì lo stesso Berlusconi, la seguì la Sinistra Arcobaleno, la seguì l’UDC e per questa ragione è completamente cambiata la politica italiana. Questo è un merito che dobbiamo valorizzare perché grazie al nostro coraggio oggi siedono in Parlamento 4 gruppi politici e non 26 come sino a qualche giorno fa. Nessuno quindi ha più alibi, nessuno può dire che non riesce a governare per la logica dei veti e allo stesso modo che non si può fare una opposizione costruttiva.
Ora attendiamo l’abolizione dell’ICI, quella del bollo, la defiscalizzazione degli straordinari, salari e pensioni più alte, un Sud competitivo, una nuova legge elettorale, il blocco dell’immigrazione: tutto quello che la destra ha promesso
. Ma non dovremo essere passivi o peggio ancora meramente contestatori perché l’Italia ha bisogno di serenità e riforme, aspetti che non possono essere figli di una sola parte.
Certo sarà una destra in cui la Lega Nord farà la differenza, un partito che ha avuto un risultato straordinario interpretando le paure ma che ora è chiamata a dare una risposta di governo e lo deve fare nell’interesse di tutto il Paese, perché sull’unità nazionale non si transige!
Al Senato la coalizione di Berlusconi è al 47,3% e noi al 38%, alla Camera i valori sono rispettivamente 46,8% e 37,6%.
In Emilia Romagna il PD (senza IdV) è al 45,72% e il PdL (senza Lega) al 28,5%, in Provincia di Reggio Emilia il risultato migliore di tutta la regione con il PD al 50,37% e il PdL al 23,63%.
A Luzzara (il mio comune) ancora meglio, seppur di poco, con il PD al 50,72% e il PdL al 22,62%, non è una consolazione ma il segno che da queste parti il nostro l’impegno politico e amministrativo hanno lasciato un segno positivo. Ripartiamo da qui!
Ripartiamo consapevoli che era un’impresa quasi impossibile (22% di distacco 1 mese fa), ripartiamo con un partito nuovo e l’ottima leadership di Veltroni, ripartiamo analizzando i nostri punti di debolezza e individuando politiche innovative, a partire dal tema dell’immigrazione.
Ripartiamo con la passione di ogni giorno, anzi di più, perché non ci basta pensare che forse certe loro promesse non si realizzeranno, dobbiamo avere le nostre idee in materia di riforma del Paese e agire nei nostri territori per formare una classe politica in grado di interpretarle.
Abbiamo un grande strumento (il PD), abbiamo alcune intuizioni, abbiamo persone che ci hanno dato fiducia, a tutto e a tutti è necessario dire che si può ancora fare!


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permalink | inviato da iDeemocratici il 16/4/2008 alle 14:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
11 aprile 2008
Ancora tafazzismo, nooo grazie!

Ci siamo, si vota e tutto può accadere! La lunga maratona del nostra Partito Democratico, e di Walter Veltroni in particolare, sta finendo e lunedì sapremo se saremo primi come Baldini alle Olimpiadi.
L'allenamento è stato buono, un po' frettoloso perchè non si sapeva di dover correre così in fretta, ma i muscoli c'erano e scaldarli è stato piuttosto semplice. La corsa è stata fatta in gruppo, con migliaia di volontari che ogni giorno hanno distribuito volantini, lettere e raccontanto il nostro programma elettorale, e migliaia di elettori che hanno gremito le piazze d'Italia mostrando che il cambiamento non è qualcosa che raccontiamo noi ma un fatto del tutto reale.
Meglio di così non si poteva fare. Eravamo ad un distacco abissale dal "principale esponente" (come lo chiama Walter), ci davano per ipersconfitti, incapaci di dialogare con gli italiani (al Nord in particolare), eppure oggi corriamo per vincere. Siamo ad un passo da un momento che entrerebbe a buon diritto tra i più importanti della vita repubblicana e non esclusivamente per la nostra vittoria ma per il rinnovamento al Paese che essa porta e consegue.
Ripeto, meglio di così non si poteva fare. Ma è proprio in questo momento che scatta la mitica sindrome tafazzista di cui il centrosinistra italiano è malatissimo. E oggi il tafazzismo si chiama: cosa accade nel PD se Veltroni perde? Rimane Segretario, si cambia, se sì chi (qualcuno oggi ha parlato di Bersani)... Scusatemi, ma io voglio gridare fortissimo: BASTAAAA!
E' mai possibile che non si guarisca mai da una logica conflittuale che fa parte di quella vecchia politica che noi stessi vogliamo sconfiggere? Si può ragionare, mi chiedo, di questo a due giorni da un voto storico? E aggiungo, avete mai visto una cosa del genere in quei Paesi europei che portiamo ad esempio (Spagna, Francia, Germania...)?
Veltroni ha avuto il consenso di 3,5 milioni di persone alle primarie, ci può condurre alla vittoria partendo da una situazione disastrosa, ha aperto una fase nuova nella vita del Paese che se non premia oggi certamente lo farà domani, e noi anzichè raccogliere gli ultimi voti speculiamo su una eventuale sconfitta. A tutto c'è un limite!! Fosse l'ultima cosa che faccio da membro dell'Assemblea costituente nazionale ma mi opporrò con tutta la forza del mondo alla patologia tafazzista.
E adesso, anzichè riflettere su queste sciocchezze, usiamo bene le ultime ora per vincere e governare questa bella Italia. Si può Fare!

7 aprile 2008
Nel bene o nel male, sempre noi!

Pochi giorni alla fine della campagna elettorale. Le ultime ore per parlare con quante più persone possibili, spiegare il nostro progetto, il nostro programma e mostrare il nostro sguardo, che è sempre rivolto con convinzione al futuro.
Non so cosa accadrà il 14 aprile ma sono certo che abbiamo segnato un cambiamento storico e che ci apprestiamo ad una fase nuova della politica italiana. Qualcuno rimprovera, in questi giorni, a Walter Veltroni di essere troppo morbido con gli avversari, io invece ritengo che si tratti di uno stile che nel medio periodo pagherà moltissimo.
Con questa sobrietà si parla all'elettorato nella sua interezza perchè gli italiani, che sono ancora un popolo civile, sanno ascoltare chi pone loro una visione politica migliorativa dei loro interessi di cittadini. Alla fine possono anche non essere convinti della bontà delle proposte ma capiscono che da questa parte si sta parlando un linguaggio nuovo, meno cattivo, e questo credo farà la differenza.
La cosa buffa è che noi parliamo di noi stessi e che i nostri avversari fanno la stessa cosa (parlano di noi)! Appunto, nel bene (quando ci presentiamo) e nel male (quando ci denigrano) sempre noi.
Questo significa che facciamo paura e che i nostri avversari sono portatori di una straordinaria pochezza in termini di contenuti. Ho visto ieri militanti del Pdl distribuire volantini con le facce di Fassino, Veltroni, Prodi, Rutelli, Amato, D'Alema ricoperte di epiteti non simpatici e ho avuto la sensazione di una comunicazione vecchia, distonica con il Paese. Si intenda, praticata in passato un po' da tutti (noi non siamo estranei), ma oggi superata perchè fa parte di quella logica "anti" che non risolve più la complessità di questa nostra società.
Noi siamo sempre "per": per un mondo più giusto, per l'ambientalismo del sì, per pagare tutti e pagare meno, per la giustizia rapida, per la sicurezza, per il lavoro stabile, per una scuola che funzioni,... e questa è la nostra grande sfida.
Speriamo che in futuro si battano idee "per", ma siamo fiduciosi perchè il nostro "perismo" sta già cambiando le carte in tavola e ci fa stare sempre al centro di un dibattito maturo.


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permalink | inviato da iDeemocratici il 7/4/2008 alle 13:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 aprile 2008
Un enorme divario

Ieri sono cominciate le tribune/conferenze politiche sulla Rai. Non è proprio un modello entusiasmante ma quantomeno consente di non dover sopportare assordanti rissosità e lascia il tempo per parlare agli italiani delle proposte programmatiche. Affinchè ognuno di noi possa formulare una sua opinione io mi limito ad inserire su questo post i link ad estratti di intervento di Walter e del nostro avversario:

Il Partito Democratico parla all'Italia proponendo i necessari cambiamenti
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18918
... e lui continua con la cantilena di sempre della sinistra che "governa" ogni cosa: organi istituzionali, magistratura, seggi elettorali, organi di informazione (e qui siamo davvero al ridicolo); insomma dopo quasi 20 anni i politica gli stessi logori argomenti.
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18915

Rivendita una sorta di "pari dignità" sulla vicenda Alitalia per dire di fatto che vorrebbe continuare a tenere in piedi un baraccone debitorio di cui le conseguenze economiche saranno pagate dagli italiani
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18916
... e Walter propone di modernizzare l'Italia delegiferandola e mettendola in sintonia con i tempi della società
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18925

Lanciamo una sfida per il futuro forti di aver modificato il panoramo politico nazionale
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18920
... e lui parla del marxismo che è connaturato nel PD e in Veltroni!!!
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18917

Penso non serva altro e credo che bastino queste parole per rendere evidente l'enorme divario tra le due proposte, da una parte ci sta il vecchio schema delle contrapposizioni e delle mediazioni mentre dall'altra (la nostra, del PD) c'è quel profilo di modernità che è l'unica via di uscita per un Paese in seria difficoltà, una complessità dalla quale non si esce con il solito italian style. 


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26 marzo 2008
Democraticamente incazzato

Nel Paese si respira un'aria nuova, si comincia a percepire la bontà del progetto Partito Democratico, il programma elettorale snello ed efficace aiuta, Veltroni è capace e si fa ben comprendere, la campagna dai toni pacati allenta le conflittualità, oggi tuttavia nutro una certa incazzatura.
Termine duro, lo so e me ne scuso, ma il Berlusconi (so che cerchiamo di non nominarlo) su Alitalia non si regge. C'è di più: se questa operazione non la spieghiamo con un certo vigore (vedasi incaz...) agli elettori temo che questa ignominia rischi di trasformarsi, nell'immaginario collettivo, in un colpaccio. Concordo pienamente sul nostro approccio che dice "fuori Alitalia dalla campagna" ma si dica almeno che il nostro competitor con le dichairazioni dei giorni scorsi ha rischiato di macchiarsi di un reato che si chiama "insider trading". Si dica che con quelle parole ha palesemente inquinato il mercato e che sta lavorando per un fallimento della compagnia, perchè è proprio a quel punto che la famosa cordata (di cui fanno parte i suoi figli) potrebbe comprare in saldo.
Certo mi si potrebbe dire che forse questi temi non interesseranno gli italiani ma girando per le vie del mio piccolo comune sento passare l'idea che Prodi stava svendendo e che l'innominabile ha rimesso in piedi una trattativa seria, e preciso che non abito in un comune marcatamente di centrodestra (anzi!).
Va sottolineato che chi si appella all'italianità (Lega Nord, Pdl) e chi chiede di ricorrere a denaro pubblico per evitare il commissariamento (Sinistra Arcobaleno) dicono senza volerlo la stessissima cosa: lo Stato intervenga in una logica conservativa e con la conseguenza che saremo costretti a pagare tasse per risanare una azienda così non sanibile. Perchè il Pdl non ha il coraggio di sostenere che a fianco di un tale intervento bisogna togliere Alitalia da Malpensa? Perchè Formigoni invoca il federalismo fiscale e quando si tratta di Malpensa chiede di fatto di utilizzare denaro dello Stato per mantenere un hub in totale perdita? Si tratta di posizioni che fanno interessi di parte e su questo serve un po' di incazzatura nella denuncia.
Se governeranno loro avremo conservatorismo, protezionismo, statalismo e bassa competitività, se governeremo noi (forti della libertà che nasce dalle nostre scelte) riformeremo un Paese che ha bisogno di stare prepotentemente in un sistema europeo e la questione Alitalia è un segnale evidente di questa enorme differenza; altro che programmi uguali!!


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18 marzo 2008
Povera Alitalia e povera Italia

L'affaire Alitalia tiene ovviamente banco in queste ore, dopo che il CdA ha condiviso la proposta vincolante di Air France. Scontati appaiono i commenti da parte di politici e imprenditori ai quali si aggiungono però quelli di ogni singolo cittadino; diciamola così: dopo i 50 e fischia milioni di commissari tecnici della nazioanle abbiamo lo stesso numero di finanzieri, manager di impresa ed esperti in trasporti!
E' l'Italia in cui tutti sembrano poter fare tutto, e che importa se ciò che si dice ha una certa cognizione di causa. La proposta economica del vettore francese è oltraggiosa, tuona qualcuno, no va bene, dice qualcunaltro; sparisce la livrea tricolore, no perchè Air France prevede il diritto di veto degli amministratori italiani su scelte strategiche. E vai, chi più ne ha più ne metta!
Poi arriva lo straordinario teatrino della politica e qui debbo dire che il Pdl di Berlusconi e la Lega la fanno veramente da padrona, meritano una standing ovation per le capacità acrobatiche.
Fini è d'accordo sulla proposta di Air France, Berlusconi è per il ni in quanto le sorti di Malpensa sono legate a doppia mandata con quelle di Alitalia, la Lega è per il no per la stessa ragione più la necessità di avere una compagnia di bandiera. Avete capito bene: una compagnia di bandiera nel 2008!!... e meno male che questi sono quelli delle liberalizzazioni e del mercato-mercato.
Hanno governato per 5 anni (2001-2006), avendo quindi come Tesoro la maggioranza di Alitalia in mano, portando la compagnia dal pareggio di bilancio a questa perdita. Non hanno avuto il coraggio di fare scelte coraggiose e hanno continuato a far perdere milioni di Euro inistendo su Malpensa senza diminuire l'attività di altri aeroporti. Ma, mi chiedo, come è possibile che Malpensa funzioni al meglio quando nell'arco di 100 Km altri aeroporti fanno le stesse tratte (Bergamo, Linate, Venezia, Verona)?
Questo significa che per salvare una infrastruttura del Nord, Malpensa, i campioni leghisti del federalismo hanno usato di fatto le risorse pubbliche statali mediante le attività, in perdita, di Alitalia. Ed è questo il vero motivo per il quale sono in disaccordo con l'ipotesi di vendita ad Air France.
Io non so, non è il mio mestiere, cosa oggi convenga da un punto di vista economico ma so di certo che gli italiani sono stanchi di pagare i debiti (ormai incolmabili) della cosiddetta compagnia di bandiera e vorrebbero tanto una politica, il Partito Democratico ci lavora ogni giorno di più, che sappia decidere per i veri interessi del Paese, di tutto il Paese!
Anche questo, credo, si può fare!!! 


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